Lungo il sentiero #19

Foto di Roberto Sacchet
Lungo il sentiero #19

Il cervo nobile (Cervus elaphus) ha fatto la sua prima comparsa all’interno del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi negli anni 90. Favorito dall’ambiente idoneo, dai vasti spazi nel territorio e soprattutto dalla mancanza di grandi predatori, questo grande erbivoro ha colonizzato tutti gli habitat idonei all’interno dell’area protetta e, in poco più di vent’anni, ha fatto registrare un fortissimo incremento.

Nell’area oggi frequentata dai lupi si è passati da 10 capi censiti nel 1995 ad una punta massima di 239 nel 2013 e l’analisi statistica del trend di popolazione evidenzia, nel periodo 2005-2018, un incremento medio annuo del 5,7 % (VETTORAZZO et al., 2018).

Il ritorno spontaneo del lupo può favorire un riequilibrio delle dinamiche di popolazione del cervo. Esso infatti preda preferenzialmente gli esemplari più vecchi o malati, più facili da cacciare, mantenendo così la popolazione di questo ungulato in equilibrio. I dati di monitoraggi specifici nel Parco relativi a questo aspetto sono ancora in fase di raccolta e solo nei prossimi anni sarà possibile valutare con maggior precisione l’evoluzione dell’interazione tra preda e predatore.

L’osservazione di carcasse di cervo nel territorio dei lupi all’interno del Parco è abbastanza comune. La cerva predata visibile nella foto è stata rinvenuta in una calda mattina d’agosto, seguendo l’odore penetrante rilasciato dalla carcassa all’interno di una faggeta di mezza quota.

Testo di Roberto Sacchet

PER I PIU' CURIOSI, QUALCHE RIFERIMENTO CITATO NEL TESTO

VETTORAZZO E., RAMANZIN M., VILLA M., BERTO M., 2018. Status ed evoluzione delle popolazioni di camoscio (/Rupicapra rupicapra/ L., 1758), muflone (/Ovis aries/ L., 1758), cervo (/Cervus elaphus/ L., 1758) e capriolo (/Capreolus capreolus/ L., 1758) nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi dal 1995 al 2018. In: Frammenti. Conoscere e tutelare la natura bellunese, n. 8: 5-28.