Monitoraggio con videotrappole

Riproduci video

Video di Ivan Mazzon

MONITORAGGIO CON VIDEOTRAPPOLE A SUPPORTO DELLO STUDIO TRAMITE TELEMETRIA SATELLITARE

Il monitoraggio della fauna selvatica tramite fototrappole è oggi uno dei metodi più efficaci e meno invasivi per studiare specie elusive. Grazie a questi dispositivi si possono raccogliere informazioni importanti su presenza, comportamento e organizzazione sociale degli animali, senza interferire con le loro attività naturali. Per il lupo, specie particolarmente difficile da osservare in ambiente naturale, le fototrappole rappresentano quindi uno strumento fondamentale per ottenere dati scientifici altrimenti complessi da raccogliere.

Il lavoro sul campo inizia dalla ricerca dei segni di presenza, come escrementi, raspate e impronte. Questi indizi permettono di individuare le principali aree di passaggio, dove vengono successivamente posizionate le videotrappole. Il loro collocamento non è casuale, ma deriva da un’attenta analisi del territorio e ha l’obiettivo di supportare i dati ottenuti tramite telemetria satellitare.

In una fase iniziale, il videotrappolaggio consente di raccogliere informazioni sulla presenza e sulla frequentazione dei lupi in una determinata area. Questi dati aiutano a definire gli spostamenti degli individui, la possibile composizione del branco e il numero minimo di esemplari presenti, fornendo anche indicazioni sul sesso degli animali.

Successivamente, un individuo può essere catturato e dotato di collare GPS. Anche dopo la marcatura, le videotrappole continuano a rappresentare uno strumento fondamentale di monitoraggio, poiché consentono di osservare sia l’animale marcato sia eventuali altri lupi presenti nell’area, appartenenti o meno allo stesso gruppo sociale.

Per questo motivo, gli strumenti vengono impostati prevalentemente in modalità video, così da raccogliere dati comportamentali più dettagliati. I filmati permettono infatti di approfondire ulteriormente le informazioni raccolte, consentendo di valutare le condizioni fisiche degli individui, come la presenza di ferite o di possibili patologie. Inoltre, forniscono informazioni preziose sulla struttura sociale del branco, sulle interazioni tra i diversi individui e sulle dinamiche di gruppo che regolano i rapporti gerarchici, territoriali e riproduttivi.

Attraverso l’osservazione del comportamento è inoltre possibile analizzare il ruolo funzionale dell’animale marcato all’interno del gruppo. In particolare, alcuni segnali comportamentali, come la posizione della coda, gli atteggiamenti sociali e le attività di marcatura, consentono di distinguere individui dominanti e subordinati.

Il monitoraggio nel tempo permette anche di seguire l’evoluzione delle dinamiche sociali e riproduttive del branco, documentando fenomeni di dispersione, temporanee separazioni in sottogruppi durante le attività di movimento o predazione, e la formazione di nuove coppie. Nel corso dell’anno, le videotrappole vengono riposizionate in funzione delle diverse fasi del ciclo biologico della specie. Contemporaneamente alle postazioni fisse nelle aree di maggiore frequentazione, nuove camere vengono installate nei periodi chiave per lo studio della riproduzione.

In primavera, le videotrappole vengono collocate in prossimità della tana, dove è possibile documentare il trasporto di cibo da parte degli adulti. Successivamente, vengono spostate nei siti di rendez-vous, ossia le aree di raduno dei cuccioli. Queste osservazioni permettono di stimare il numero dei nuovi nati e di valutare il successo riproduttivo della stagione.

Nel complesso, i dati raccolti rappresentano una risorsa fondamentale per approfondire la conoscenza dell’ecologia del lupo e supportare le attività di conservazione condotte nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

Testo di Celeste Buelli e Michele Zanni – Università degli Studi di Sassari, Dipartimento di Medicina Veterinaria